Contattaci: +39 039 635891
OMNIA LOGIN

Certificati sanitari per esportare in Gran Bretagna: gli errori che bloccano i camion al confine

chris-lawton-QPOaQ2Kp80c-unsplash
I controlli documentali sulle importazioni in GB sono diventati sempre più rigidi. Conoscere le problematiche più frequenti negli EHC può fare la differenza tra una spedizione fluida e giorni di ritardi.

Se esporti prodotti di origine animale dall’Italia verso la Gran Bretagna, il Certificato Sanitario per l’Esportazione (EHC) è il documento che può fare o disfare una spedizione. Le Port Health Authorities britanniche lo esaminano con attenzione crescente e anche un dettaglio formalmente sbagliato può fermare l’intero camion al punto di ingresso.

Le criticità più frequenti sono note, documentate e, soprattutto, evitabili. Ecco una guida pratica ai quattro errori che si ripetono più spesso.

  1. Regionalizzazione e tipi di trattamento

Il codice di regione non è un dettaglio secondario

In presenza di focolai di malattia, in particolare la Peste Suina Africana (ASF), le autorità UK applicano misure di regionalizzazione: anziché vietare le importazioni dall’intero Paese, limitano i controlli alle specifiche aree interessate. Per l’Italia esistono sette codici di regione (IT-0 … IT-6), ognuno con un significato preciso.

L’EHC deve indicare sia il codice di regione di origine sia il tipo di trattamento applicato al prodotto. Per i prodotti a base di carne suina, ad esempio, la situazione attuale è questa:

CodiceDescrizione areaBovini / selvaggina (escl. suini)Ovini / capriniSuini domestici
IT-0Intero PaeseAAXXX
IT-1Paese escluso IT-2, 3, 4AAA
IT-2Zone ASF Parte IAAA
IT-3Zone ASF Parte IIAAD min.
IT-4Zone ASF Parte IIIAAC min.
IT-5Paese escluso IT-6AAXXX
IT-6Zone pollame (EUR 2008/798)AAXXX

Sul tipo di trattamento vale la pena chiarire una confusione molto comune: il trattamento “A” è il livello minimo per definire un prodotto come “prodotto a base di carne”. I trattamenti da “B” a “F” scendono in ordine decrescente di intensità. Se il minimo richiesto è “A”, sono accettabili tutti i livelli superiori (B, C, D, E, F). Se il minimo è “C”, solo “B” è un’alternativa valida.

2. Data di partenza vs. data di firma

Il veterinario firma prima della partenza, sempre

Il veterinario ufficiale deve firmare l’EHC mentre si trova fisicamente sul posto, durante l’ispezione della merce. Ne consegue una regola elementare ma spesso violata: la Data di partenza (Casella I.14) non può essere antecedente alla data di firma del certificato.

È un errore apparentemente banale, ma tra i più segnalati dalle Port Health Authorities. Un doppio controllo delle date prima della spedizione è sufficiente a eliminare completamente questo rischio.

3. Stabilimento di origine

Ogni stabilimento deve essere registrato per la giusta attività

Su TRACES, le aziende si registrano per attività specifiche: macelli, stabilimenti di sezionamento, impianti di trasformazione, centri di riconfezionamento, celle frigorifere. La registrazione non è intercambiabile.

Un problema segnalato con frequenza crescente è che gli stabilimenti dichiarati sull’EHC non risultano approvati per l’attività indicata nel certificato. Un impianto registrato esclusivamente come centro di riconfezionamento non può essere dichiarato come macello. Sembra ovvio, ma accade.

Prima di compilare la Casella I.28, verifica le attività autorizzate per ogni stabilimento coinvolto nella catena. Il portale TRACES consente questa verifica in pochi minuti. I modelli GB degli EHC forniscono inoltre indicazioni specifiche su quale tipo di stabilimento può essere inserito in ogni sezione della Parte III.

4.  Attestazioni nella Parte II

Omissioni e barrature: quando la cautela diventa un problema

La Parte II dell’EHC raccoglie le certificazioni sanitarie specifiche per prodotto. Diversi certificati esaminati dalle autorità britanniche presentavano attestazioni obbligatorie omesse o barrate in modo errato. Questo vale per entrambe le tipologie di EHC più frequenti:

EHCProdottoRegola chiave
GBHC352Prodotti a base di carneAH/P100 non può essere lasciato in bianco. Se il prodotto contiene materiale bovino, ovino o caprino, almeno un’opzione PH/D003 (BSE) deve essere selezionata. PH/D103 è obbligatorio per suini; PH/D104 per equini e cinghiale.
GBHC416Latte e derivati a bassa pastorizzazioneNessuna attestazione può essere omessa o barrata. Tutte devono essere certificate per consentire l’importazione.

Le dichiarazioni contrassegnate da asterisco (*) nei modelli ufficiali sono le uniche che possono essere omesse, ma solo quando le circostanze specifiche lo giustificano. Per qualsiasi dubbio, i modelli GB degli EHC (disponibili su gov.uk) sono la fonte più affidabile: indicano chiaramente quali dichiarazioni sono obbligatorie e in quali condizioni.

I controlli documentali sulle importazioni in GB sono basati su valutazione del rischio e non vengono applicati con uniformità assoluta, il che può dare l’impressione che certi errori passino inosservati. Ma affidarsi a questa casualità è una strategia ad alto rischio. Un EHC corretto fin dall’emissione rimane il modo più efficace per proteggere la spedizione, i tempi di consegna e i rapporti commerciali con i clienti britannici.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *